Pubblicato in: cucina, schede

Preparazioni da conservazione

Sono preparazioni a lunga conservazione, realizzate seguendo metodi che consentano l’eliminazione dei microrganismi e l’instaurazione di un ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica.

Si dividono in preparazioni a base di zucchero o con esclusione di ossigeno.

Le preparazioni a base di zucchero sono fatte con frutta o verdura, addizionate di un certo quantitativo di zucchero, cotte fino a farle addensare e invasate facendo attenzione a evitare la contaminazione batterica.

Vengono divise in:

  • confettura: sono preparazioni a base di frutta (non agrumi) od ortaggi e zucchero, cotte per un certo tempo, poi invasate e destinate alla lunga conservazione. Lo zucchero serve per la conservazione e per dare densità alla preparazione; la pectina serve per addensarla. Durante la cottura si generano delle reazioni chimiche che, coinvolgendo la pectina, provocano la gelificazione della frutta e il suo addensamento.
  • marmellata: sono preparazioni a base di agrumi e zucchero, cotte per un certo tempo, poi invasate e destinate alla lunga conservazione. Lo zucchero serve per la conservazione e per dare densità alla preparazione; la pectina serve per addensarla. Durante la cottura si generano delle reazioni chimiche che, coinvolgendo la pectina, provocano la gelificazione della frutta e il suo addensamento.
  • composta: sono preparazioni a base di frutta od ortaggi, cotte pochissimo, con un bassissimo contenuto di zucchero e destinate a essere consumate nel breve periodo. Durante la cottura si generano delle reazioni chimiche che, coinvolgendo la pectina, provocano la gelificazione della frutta e il suo addensamento.
  • gelatina: sono preparazioni simili alle marmellate o alle confetture, che però hanno come base il succo in questione limpido.

 

Le preparazioni con esclusione di ossigeno si dividono in sottolio e sottaceto. In questo caso, l’alimento base viene immerso in un liquido adatto alla lunga conservazione. Solitamente queste preparazioni sono a base di verdure cotte, invasate in un liquido che può essere olio d’oliva extravergine o aceto di vino, facendo attenzione che l’invaso venga effettuato in assenza di microrganismi e in modo da mantenere le condizioni sfavorevoli per la loro proliferazione.

Ricetta base sottolio

Ingredienti per 1kg di polpa

1 kg di polpa di verdura pulita e porzionata (peperoni, melanzane, carciofi, funghi ecc.), soluzione acetica (1 l d.’acqua, 250 g di aceto di vino bianco), olio d’oliva extravergine, sale e pepe e altri aromi a piacere

In una pentola portare a a bollore l’acqua acidula con un po’ di sale e cuocervi dentro le verdure lasciandole croccanti (3/4 minuti) e, ancora calde, scolarle con un mestolo forato e invasarle in vasi sterilizzati con pepe e aromi a piacere. Riempite con l’olio, chiudere il barattolo e capovolgerlo fino a raffreddamento.

 

Ricetta base sottaceto

Ingredienti per 1 kg di polpa

1 kg di cipolline o polpa di verdura in genere (peperoni, melanzane, carciofi, funghi ecc.), 1 l di aceto di vino bianco o rosso, 2 foglie di alloro, 5 chiodi di garofano, 1 cucchiaio di pepe in grani

Lavare e mondare le verdure. In una pentola portare a bollore l’aceto con tutte le spezie, unire le cipolline o le verdure e cuocerle mantenendole croccanti (3/4 minuti). Con un mestolo forato recuperare le cipolline o le verdure e, ancora calde, invasarle in vasi sterilizzati. Riempire con l’aceto di cottura, chiudere il barattolo e capovolgerlo fino a raffreddamento.

 

 

 

Fonte: Il Montersino grande manuale di cucina e pasticceria – Alberto Caprari, Luca Montersino – Ed. Mondadori

Annunci
Pubblicato in: cucina

Cipolline borettane sott’olio homemade

Ammetto di aver sempre acquistato le cipolline borettane sott’olio già pronte. Apri il barattolo e via, le cipolline sono pronte per essere consumate.

Ma quest’anno, per la prima volta, le ho volute acquistare al mercato per poi preparare una conserva ovviamente tutta homemade!

Sapevo che il risultato sarebbe stato decisamente diverso: la preparazione è piuttosto lunga ma semplice ed il gusto finale… a dir poco eccezionale!

cip

 

cip3

I gusti inseriti nel barattolo insieme alle cipolline danno sicuramente quel tocco in più che dona alla conserva un gusto inconfondibile e sfizioso!

cip1

 

cip6

Le cipolline borettane sott’olio non possono mancare nella dispensa di nessuno: ottime come antipasto o come sfizioso contorno!

cip5

 

cip4

 

Ingredienti per un barattolo:

 

400gr cipolline borettane pulite

1/2 bicchiere aceto di vino bianco

1/2 bicchiere vino bianco

1 cucchiaio zucchero

1 cucchiaio sale

4 bacche di ginepro

10 grani pepe nero

3 foglie alloro

trito di erbe aromatiche dell’orto (basilico, prezzemolo, rosmarino, timo, salvia)

olio evo per riempire l’intero barattolo

 

Passo x Passo

  • Pulire le cipolline togliendo la pellicina sottile esterna e lavarle sotto acqua corrente
  • Porre le cipolline in una pentola insieme a tutti gli altri ingredienti della ricetta, tranne l’olio extravergine di oliva e il trito di erbe miste
  • Portare ad ebollizione e far bollire per 8-10 minuti
  • Scolare solo dal liquido e non da tutti gli ingredienti solidi inseriti insieme
  • Far asciugare la parte appena scolata e mescolarla insieme al trito di erbe aromatiche dell’orto
  • Sanificare i barattoli e i coperchi come indicato nelle “linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico” del Ministero della Salute (ho riportato in fondo alla ricetta la parte relativa alla sanificazione e riempimento dei contenitori)
  • Disporre le foglie di alloro lungo le pareti del contenitore
  • Versare le cipolline e tutti gli altri gusti
  • Riempire il contenitore fino ad un centimetro dal bordo con l’olio extravergine di oliva e chiudere i vasi con tappi
  • Disporre i vasi in una pentola capiente separandoli se necessario con dei canovacci e riempire di acqua
  • Far bollire per almeno 30 minuti e lasciar raffreddare
  • Una volta freddi, dare ancora un giro ai tappi e assicurarsi che il sottovuoto sia avvenuto: premendo in centro al tappo non dovrebbe verificarsi il classico “clack”, se così fosse è necessario consumare immediatamente la preparazione

 

 

LINEE GUIDA PER LA CORRETTA PREPARAZIONE DELLE CONSERVE ALIMENTARI IN AMBITO DOMESTICO (salute.gov.it)

SANIFICAZIONE DEI CONTENITORI

Spesso questa operazione viene indicata come sterilizzazione dei contenitori e dei tappi.

Bisogna specificare che il termine sterilizzazione si riferisce ad un trattamento in grado di

distruggere tutte le forme microbiche, comprese le spore. Le spore sono molto resistenti al

calore e alla temperatura di 100 °C potrebbero essere necessari anche tempi di trattamento

lunghi più di 5-6 ore.

La corretta definizione del trattamento a cui possono essere sottoposti contenitori e coperchi

in ambito domestico non è pertanto definibile come sterilizzazione ma piuttosto come

sanificazione.

Per non rendere vana la sanificazione, dopo il trattamento i contenitori devono essere lasciati

immersi nell’acqua -no al momento del loro riempimento.

Il trattamento a cui devono essere sottoposti i contenitori dipende anche dalle modalità

con cui verranno poi riempiti. Se il riempimento sarà fatto con prodotti freddi, non è

necessario sani-care in acqua i contenitori, ma piuttosto è consigliabile utilizzare contenitori

perfettamente puliti ed asciutti. Se il riempimento viene fatto a caldo, la sanificazione

e la successiva conservazione dei barattoli in acqua calda -no al loro utilizzo, evita che il

contenitore stesso subisca shock termici durante le fasi di riempimento.

RIEMPIMENTO DEI CONTENITORI

Questa operazione è molto importante e deve essere effettuata correttamente.

I contenitori non vanno mai riempiti -no all’orlo, ma è necessario lasciare uno spazio

vuoto che, nel gergo tecnico, viene definito “spazio di testa”. Tale spazio è indispensabile

affinché all’interno del contenitore si generi il vuoto, inoltre, serve per contenere l’aumento

del volume della conserva durante il trattamento termico. A seconda del tipo di conserva

è necessario lasciare uno spazio di testa minimo. Nel caso di marmellate e confetture,

si procede riempiendo il contenitore con il prodotto molto caldo poi, dopo la chiusura,

poiché non si effettua un ulteriore trattamento termico, è sufficiente lasciare uno spazio di

testa di almeno un centimetro. Per le conserve che dopo chiusura del barattolo necessitano

di un trattamento termico, come per esempio la passata di pomodoro e i sott’aceto, lo

spazio di testa deve essere maggiore, almeno 2 centimetri. Ovviamente lo spazio di testa è

riferito al livello massimo di liquido rispetto al collo del contenitore. Bisogna considerare

anche che gli alimenti, per una ottimale conservazione, devono essere completamente

immersi nel liquido (olio, aceto, sciroppo), pertanto il liquido deve superare almeno di

un centimetro il livello del contenuto. Per evitare che gli alimenti possano restare fuori

dal liquido, è consigliato l’utilizzo di appositi distanziatori in materiale plastico, reperibili

presso i rivenditori dei contenitori.