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Ciocco muffin con farina d’orzo

E’ passato un mese dal giorno di Pasqua e in casa nostra i resti delle uova di cioccolato sono ancora esorbitanti!

Ho pensato quindi di esaurire un po’ di questa prelibatezza infilandola in mezzo agli ingredienti di qualche dolce e gustosa ricetta.

Vi presento quindi i miei ciocco muffin con la farina d’orzo!

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Da un punto di vista nutrizionale, l’orzo è ricco di proteine, fibre, sali minerali (calcio, ferro, fosforo, potassio, magnesio, zinco e silicio) e di vitamine (A1, B1, B2, B3, E).
Tra i sali minerali prevale il fosforo, fondamentale per chi svolge un’attività intellettuale, inoltre, per le sue caratteristiche stesse, l’orzo è un cereale con proprietà antidiarroiche, emollienti, rimineralizzanti, diuretiche e rinfrescanti. L’orzo è in grado di rilassare le pareti intestinali, favorendo un buon transito.
Le fibre che contiene conferiscono infatti alla farina proprietà lassative e stimolanti. La farina di orzo agisce anche sul sistema immunitario, grazie alle proprietà antinfiammatorie del cereale. Blanda è l’attività sedativa, dovuta alla presenza di silicio. Infine, aiuta a combattere il colesterolo cattivo.
Insieme all’avena è uno dei cereali a più basso indice glicemico. Questa farina è povera di glutine ed è pertanto scarsamente panificabile, a meno che non venga mescolato con farina di frumento.
L’orzo è anche noto per la sua proprietà galattogena, cioè di stimolo alla produzione di latte materno.

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Ingredienti per 12 muffin:

  • 2 uova
  • 100 gr zucchero semolato
  • 80 gr olio di semi
  • 100 ml latte fresco intero
  • 100 gr cioccolato fondente
  • 200 gr farina 00
  • 65 gr farina d’orzo
  • 1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio
  • 1/2 bustina lievito per dolci
  • q.b. zucchero a velo

Passo x Passo

  • In una terrina mescolare energicamente con una frusta le uova intere con lo zucchero
  • Unire poi l’olio, il latte e il cioccolato precedentemente sciolto
  • Dopo aver amalgamato tutti i liquidi, passare alle farine: aggiungere quindi le due farine setacciate insieme al bicarbonato e al lievito
  • Mescolare il composto affinché venga omogeneo
  • Versarlo infine negli appositi stampi da muffin rivestiti dai pirottini
  • Infornare a 180°C per circa 25-30 minuti
  • Sfornare e ricoprire di zucchero a velo

 

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Buona colazione (o merenda) con questi deliziosi muffin!!

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Martedì Grasso: frittelle di mele

FELICE MARTEDI’ GRASSO A TUTTI I LETTORI!

L’ultimo atto del Carnevale 2018 è arrivato e l’Italia si prepara a festeggiare il consueto Martedì Grasso sfilando in maschera per le vie delle città e mangiando dolci e prelibatezze tipici.

Si chiama così perché conclude una settimana di baldoria e precede la Quaresima, i quaranta giorni di astinenza e privazioni che nella tradizione cristiana predispongono alla Pasqua.

“Grasso” perché era l’ultimo giorno in cui anticamente i cristiani potevano mangiare cibi grassi prima del digiuno. E anche se i sacrifici durante la Quaresima sono sempre meno frequenti, alcune usanze sono rimaste.
Una tradizione non solo italiana, ma anche di altri Paesi cattolici come la Francia.

Nelle regioni italiane sulle tavole del Martedì Grasso oltre alle chiacchiere (qui nel torinese le chiamiamo bugìe) non possono mancare anche le frittelle di mele: erano un po’ di giorni che avevo intenzione di gustarne di deliziose, e oggi mi son decisamente tolta la voglia!

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Ottime da servire per merenda o dopo un pranzo, le frittelle di mele, sono buonissime anche fredde e si realizzano facilmente con pochi ingredienti: farina, latte, uova, zucchero…e naturalmente le mele!

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Ingredienti per due mele (circa 14-16 frittelle)

  • mele 2
  • latte intero 200ml
  • farina 00 150gr
  • sale un pizzico
  • uova 2
  • lievito in polvere per dolci 8gr
  • olio di semi per friggere q.b.
  • zucchero semolato per cospargerle

passo x passo

  • iniziare dalla pastella: in una ciotola sbattere le uova, unire il latte, il pizzico di sale e la farina setacciata insieme al lievito in polvere per dolci
  • mescolare velocemente e bene con una frusta in modo che non si formino grumi, fino ad ottenere un composto omogeneo
  • sbucciare le mele e togliere il torsolo con il levatorsoli se ne siete in possesso, altrimenti basta un coltellino come ho fatto io
  • tagliare le mele a fette dello spessore di mezzo centimetro circa
  • versare l’olio di semi in un tegame e farlo scaldare bene
  • quando l’olio sarà ben caldo, immergere le fettine di mele nella pastella in modo che se ne ricoprano interamente, e poi tuffarle nell’olio per friggerle
  • scolare bene le frittelle con una schiumarola e appoggiarle su carta per fritti
  • infine cospargerle di zucchero semolato e gustarle calde, tiepide o fredde a seconda dei propri gusti

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E con questa prelibatezza, ci si avvia ai preparativi creativi per Pasqua!

 

 

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My orange Chiffon Cake

10 cm di torta morbidissima e sofficissima proprio come una spugna! Questa è la chiffon cake, una torta molto di voga in America, che si realizza con l’apposito stampo con i piedini (una volta sfornata va capovolta, e non va assolutamente imburrato ne infarinato) che ho acquistato proprio pochi giorni fa.

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Una volta sfornata e raffreddata la torta, vi ho colato sulla superficie una deliziosa glassa al cioccolato fondente e ho ricoperto il tutto con le codette colorate.

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Per festeggiare un altro anno passato… ecco le bandierine di AUGURI!

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Ecco gli ingredienti per questa sofficissima e altissima nuvola colorata (dosi per lo stampo da 25 cm)

  • farina 00: 280 gr
  • zucchero semolato (macinato): 300 gr
  • acqua fredda: 120 ml
  • uova: 6
  • olio di semi di mais: 100 ml
  • succo di 2 arance
  • scorza di 1 arancia
  • lievito per dolci: 1/2 bustina (8gr)
  • cremor tartaro: 1/2 bustina (4gr)
  • un pizzico di sale

Passo x Passo:

1- mettere in una ciotola grande la farina setacciata, il lievito per dolci, lo zucchero (passarlo prima nel mixer per renderlo fine) e un pizzico di sale

2- mescolare tutti i precedenti ingredienti e fare un buco al centro dove aggiungere: olio, acqua, succo d’arancia, tuorli e la scorza d’arancia. Lasciare riposare senza mescolare

3- nel frattempo montare gli albumi con il cremor tartaro a neve fermissima

4- riprendere la prima ciotola e mescolare bene tutti gli ingredienti con la frusta. Il composto deve diventare liscio e omogeneo, senza grumi

5- incorporare gli albumi montati lentamente, mescolando con un cucchiaio, dal basso verso l’alto

6- senza imburrare o infarinare lo stampo, versarvi dentro il composto e infornare in forno già caldo a 160°C per 50 minuti

7- una volta cotta, sfornare e capovolgere appoggiando i piedini su di un ripiano in modo che  la “cupola” della torta non tocchi (dal momento che lo stampo non è stato imburrato, la torta non si staccherà)

8- lasciare raffreddare poi staccare bordi e fondo con una spatola (il coltello righerebbe lo stampo) e metterla sul piatto da portata

9- colare sulla superficie la glassa al cioccolato fondente aiutandosi con una spatola a cospargersi uniformemente

10- decorare con codette o palline colorate

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Per la glassa al cioccolato fondente:

cioccolato fondente: 360gr

burro: 80gr

latte: 1 bicchiere

colla di pesce: 2-3 gr

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro e il latte. Togliere dal fuoco e aggiungere la colla di pesce precedentemente messa a mollo in un po’ di acqua fredda e poi strizzata. Colare sulla superficie della torta.

Assaggiate e… vi verrà voglia di farne altre 1000 (di gusti e colori vari!!!)

Happy Birthday Ely!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Preparazioni da conservazione

Sono preparazioni a lunga conservazione, realizzate seguendo metodi che consentano l’eliminazione dei microrganismi e l’instaurazione di un ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica.

Si dividono in preparazioni a base di zucchero o con esclusione di ossigeno.

Le preparazioni a base di zucchero sono fatte con frutta o verdura, addizionate di un certo quantitativo di zucchero, cotte fino a farle addensare e invasate facendo attenzione a evitare la contaminazione batterica.

Vengono divise in:

  • confettura: sono preparazioni a base di frutta (non agrumi) od ortaggi e zucchero, cotte per un certo tempo, poi invasate e destinate alla lunga conservazione. Lo zucchero serve per la conservazione e per dare densità alla preparazione; la pectina serve per addensarla. Durante la cottura si generano delle reazioni chimiche che, coinvolgendo la pectina, provocano la gelificazione della frutta e il suo addensamento.
  • marmellata: sono preparazioni a base di agrumi e zucchero, cotte per un certo tempo, poi invasate e destinate alla lunga conservazione. Lo zucchero serve per la conservazione e per dare densità alla preparazione; la pectina serve per addensarla. Durante la cottura si generano delle reazioni chimiche che, coinvolgendo la pectina, provocano la gelificazione della frutta e il suo addensamento.
  • composta: sono preparazioni a base di frutta od ortaggi, cotte pochissimo, con un bassissimo contenuto di zucchero e destinate a essere consumate nel breve periodo. Durante la cottura si generano delle reazioni chimiche che, coinvolgendo la pectina, provocano la gelificazione della frutta e il suo addensamento.
  • gelatina: sono preparazioni simili alle marmellate o alle confetture, che però hanno come base il succo in questione limpido.

 

Le preparazioni con esclusione di ossigeno si dividono in sottolio e sottaceto. In questo caso, l’alimento base viene immerso in un liquido adatto alla lunga conservazione. Solitamente queste preparazioni sono a base di verdure cotte, invasate in un liquido che può essere olio d’oliva extravergine o aceto di vino, facendo attenzione che l’invaso venga effettuato in assenza di microrganismi e in modo da mantenere le condizioni sfavorevoli per la loro proliferazione.

Ricetta base sottolio

Ingredienti per 1kg di polpa

1 kg di polpa di verdura pulita e porzionata (peperoni, melanzane, carciofi, funghi ecc.), soluzione acetica (1 l d.’acqua, 250 g di aceto di vino bianco), olio d’oliva extravergine, sale e pepe e altri aromi a piacere

In una pentola portare a a bollore l’acqua acidula con un po’ di sale e cuocervi dentro le verdure lasciandole croccanti (3/4 minuti) e, ancora calde, scolarle con un mestolo forato e invasarle in vasi sterilizzati con pepe e aromi a piacere. Riempite con l’olio, chiudere il barattolo e capovolgerlo fino a raffreddamento.

 

Ricetta base sottaceto

Ingredienti per 1 kg di polpa

1 kg di cipolline o polpa di verdura in genere (peperoni, melanzane, carciofi, funghi ecc.), 1 l di aceto di vino bianco o rosso, 2 foglie di alloro, 5 chiodi di garofano, 1 cucchiaio di pepe in grani

Lavare e mondare le verdure. In una pentola portare a bollore l’aceto con tutte le spezie, unire le cipolline o le verdure e cuocerle mantenendole croccanti (3/4 minuti). Con un mestolo forato recuperare le cipolline o le verdure e, ancora calde, invasarle in vasi sterilizzati. Riempire con l’aceto di cottura, chiudere il barattolo e capovolgerlo fino a raffreddamento.

 

 

 

Fonte: Il Montersino grande manuale di cucina e pasticceria – Alberto Caprari, Luca Montersino – Ed. Mondadori

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Menu di Capodanno

Addio anno 2016 che hai visto crescere i miei bambini alla velocità della luce: la prima che inizia a fare tutti i suoi discorsetti, compie due anni, toglie pannolino e ciuccetto e diventa sempre più la signorina di casa; il secondo che impara a camminare, inizia a dire le prima paroline, compie un anno e ci fa sorridere tutti i giorni con la sua simpatia, dolcezza e i suoi modi di fare!

Addio anno 2016 che hai visto il mio rientro a lavoro dopo due, fantastiche, maternità consecutive che mai scorderò!

Benvenuto anno 2017 con la speranza che comunque possa essere migliore, che possa portare serenità e positività per tutti, anche a quelli che forse meno se lo meriterebbero, che non si possa fare altro che far tesoro del passato, e che ognuno di noi possa diventare, sempre, una persona migliore.

…a tutti, auguro semplicemente un super anno 2017!!!

Noi, abbiamo salutato il vecchio anno e accolto il nuovo con questo, oserei dire scintillante, menu realizzato in collaborazione con la mia amica Alessandra, autrice del blog Sweet Bio Delicious!

 

Salatini misti

Peperoncini ripieni

Acciughe al verde

Cotechino e lenticchie

Cupolotti  di polenta taragna e funghi porcini

Brandacujun con crema di ceci

Vol au vent con fonduta

Lollipop salati al formaggio caprino

Bourguignonne (salsiccia, carne di vitello, maiale, tacchino; salsa tartara, salsa bourguignonne, ketchup, maionese, bagnèt verde, bagnèt rosso)

Dolce craqueline con crema namelaka

 

… che sia un anno speciale per tutti! Auguri! …

(contattatemi per conoscere le singole ricette!)

 

 

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Cipolline borettane sott’olio homemade

Ammetto di aver sempre acquistato le cipolline borettane sott’olio già pronte. Apri il barattolo e via, le cipolline sono pronte per essere consumate.

Ma quest’anno, per la prima volta, le ho volute acquistare al mercato per poi preparare una conserva ovviamente tutta homemade!

Sapevo che il risultato sarebbe stato decisamente diverso: la preparazione è piuttosto lunga ma semplice ed il gusto finale… a dir poco eccezionale!

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I gusti inseriti nel barattolo insieme alle cipolline danno sicuramente quel tocco in più che dona alla conserva un gusto inconfondibile e sfizioso!

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Le cipolline borettane sott’olio non possono mancare nella dispensa di nessuno: ottime come antipasto o come sfizioso contorno!

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Ingredienti per un barattolo:

 

400gr cipolline borettane pulite

1/2 bicchiere aceto di vino bianco

1/2 bicchiere vino bianco

1 cucchiaio zucchero

1 cucchiaio sale

4 bacche di ginepro

10 grani pepe nero

3 foglie alloro

trito di erbe aromatiche dell’orto (basilico, prezzemolo, rosmarino, timo, salvia)

olio evo per riempire l’intero barattolo

 

Passo x Passo

  • Pulire le cipolline togliendo la pellicina sottile esterna e lavarle sotto acqua corrente
  • Porre le cipolline in una pentola insieme a tutti gli altri ingredienti della ricetta, tranne l’olio extravergine di oliva e il trito di erbe miste
  • Portare ad ebollizione e far bollire per 8-10 minuti
  • Scolare solo dal liquido e non da tutti gli ingredienti solidi inseriti insieme
  • Far asciugare la parte appena scolata e mescolarla insieme al trito di erbe aromatiche dell’orto
  • Sanificare i barattoli e i coperchi come indicato nelle “linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico” del Ministero della Salute (ho riportato in fondo alla ricetta la parte relativa alla sanificazione e riempimento dei contenitori)
  • Disporre le foglie di alloro lungo le pareti del contenitore
  • Versare le cipolline e tutti gli altri gusti
  • Riempire il contenitore fino ad un centimetro dal bordo con l’olio extravergine di oliva e chiudere i vasi con tappi
  • Disporre i vasi in una pentola capiente separandoli se necessario con dei canovacci e riempire di acqua
  • Far bollire per almeno 30 minuti e lasciar raffreddare
  • Una volta freddi, dare ancora un giro ai tappi e assicurarsi che il sottovuoto sia avvenuto: premendo in centro al tappo non dovrebbe verificarsi il classico “clack”, se così fosse è necessario consumare immediatamente la preparazione

 

 

LINEE GUIDA PER LA CORRETTA PREPARAZIONE DELLE CONSERVE ALIMENTARI IN AMBITO DOMESTICO (salute.gov.it)

SANIFICAZIONE DEI CONTENITORI

Spesso questa operazione viene indicata come sterilizzazione dei contenitori e dei tappi.

Bisogna specificare che il termine sterilizzazione si riferisce ad un trattamento in grado di

distruggere tutte le forme microbiche, comprese le spore. Le spore sono molto resistenti al

calore e alla temperatura di 100 °C potrebbero essere necessari anche tempi di trattamento

lunghi più di 5-6 ore.

La corretta definizione del trattamento a cui possono essere sottoposti contenitori e coperchi

in ambito domestico non è pertanto definibile come sterilizzazione ma piuttosto come

sanificazione.

Per non rendere vana la sanificazione, dopo il trattamento i contenitori devono essere lasciati

immersi nell’acqua -no al momento del loro riempimento.

Il trattamento a cui devono essere sottoposti i contenitori dipende anche dalle modalità

con cui verranno poi riempiti. Se il riempimento sarà fatto con prodotti freddi, non è

necessario sani-care in acqua i contenitori, ma piuttosto è consigliabile utilizzare contenitori

perfettamente puliti ed asciutti. Se il riempimento viene fatto a caldo, la sanificazione

e la successiva conservazione dei barattoli in acqua calda -no al loro utilizzo, evita che il

contenitore stesso subisca shock termici durante le fasi di riempimento.

RIEMPIMENTO DEI CONTENITORI

Questa operazione è molto importante e deve essere effettuata correttamente.

I contenitori non vanno mai riempiti -no all’orlo, ma è necessario lasciare uno spazio

vuoto che, nel gergo tecnico, viene definito “spazio di testa”. Tale spazio è indispensabile

affinché all’interno del contenitore si generi il vuoto, inoltre, serve per contenere l’aumento

del volume della conserva durante il trattamento termico. A seconda del tipo di conserva

è necessario lasciare uno spazio di testa minimo. Nel caso di marmellate e confetture,

si procede riempiendo il contenitore con il prodotto molto caldo poi, dopo la chiusura,

poiché non si effettua un ulteriore trattamento termico, è sufficiente lasciare uno spazio di

testa di almeno un centimetro. Per le conserve che dopo chiusura del barattolo necessitano

di un trattamento termico, come per esempio la passata di pomodoro e i sott’aceto, lo

spazio di testa deve essere maggiore, almeno 2 centimetri. Ovviamente lo spazio di testa è

riferito al livello massimo di liquido rispetto al collo del contenitore. Bisogna considerare

anche che gli alimenti, per una ottimale conservazione, devono essere completamente

immersi nel liquido (olio, aceto, sciroppo), pertanto il liquido deve superare almeno di

un centimetro il livello del contenuto. Per evitare che gli alimenti possano restare fuori

dal liquido, è consigliato l’utilizzo di appositi distanziatori in materiale plastico, reperibili

presso i rivenditori dei contenitori.

 

 

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Tortino di brisée di ceci, con le melanzane

Ieri ho scoperto e approvato con grande gioia questo favoloso tortino sfizioso dove un letto di pasta brisée, fatta con la farina di ceci, accoglie le melanzane fresche dell’orto, il pomodoro anch’esso appena staccato dalle piantine, la mozzarella di bufala ed un profumatissimo trito di cipolla di Tropea e prezzemolo.

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Un apripasto davvero invitante e goloso, ed  è anche veloce da preparare!

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In questo periodo la natura ci regala questo ortaggio estremamente versatile.

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La melanzana, essendo parte delle solanacee, va sempre cotta prima di essere consumata. L’alta temperatura infatti riduce la quantità della solanina, una sostanza tossica.

Di per sé, contiene poche calorie, circa 18 ogni cento grammi. La buona quantità di fibre ne fa un ortaggio consigliato in caso di stipsi; le virtù depurative che le vengono attribuite vanno associate a una favorevole attività rispetto alla salute del fegato (aiuterebbe anche nella secrezione della bile) e alle capacità diuretiche dovute anche alla grande quantità d’acqua che contiene.

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Ingredienti per una torta diametro 22 cm (utilizzare un terzo delle dosi per il tortino della foto)

 

200 gr farina 00

100 gr farina di ceci

150 gr burro freddo

1/2 bicchiere acqua

1 pizzico di sale

2 melanzane piccole dimensioni o 1 grande

100 gr mozzarella di bufala

1 pomodoro occhio di bue

1 cipolla di Tropea

1 mazzetto di prezzemolo

5-6 cucchiai passata di pomodoro

1 spolverata parmigiano grattugiato

 

PASSO X PASSO

  • Unire in una ciotola le due farine, il sale e il burro freddo tagliato a cubetti e iniziare a impastare con le mani
  • Aggiungere poco alla volta l’acqua necessaria a ottenere un impasto sodo ed omogeneo (circa mezzo bicchiere)
  • Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero per un’ora
  • Nel frattempo trattare la melanzana: lavarla, tagliarla a fettine sottili (mezzo centimetro) e metterle in uno scolapasta con del sale grosso
  • Tagliare a pezzetti il pomodoro e la mozzarella
  • Tritare finemente la cipolla di Tropea con il prezzemolo
  • Appena pronta stendere la pasta brisée nella tortiera premendo con le mani
  • Spalmare la passata di pomodoro
  • Disporre un primo strato di fettine di melanzana
  • Aggiungere metà del pomodoro e  mozzarella precedentemente tagliati a pezzetti
  • Spolverare con il trito di cipolla di Tropea e prezzemolo
  • Ripetere gli ultimi passaggi facendo un secondo strato di fettine di melanzane
  • Concludere con una spolverata di parmigiano grattugiato
  • Infornare in forno ventilato preriscaldato a 190°C per 20-25 minuti

 

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Buon appetito!

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Crostata delizia: frolla, fichi e amaretti

La fine di agosto ci regala giornate assolate ma non afose; l’arietta inizia ad essere frizzantina in certi momenti della giornata…l’ideale per un giretto in bicicletta in aperta campagna con marito e figli! Al ritorno, nel giardino di casa, decidiamo di andare a vedere se i frutti più dolci che questa fine estate ci dona sono maturi. Ed ecco subito pieno un cestino con più di due chili di questa delizia pronto per essere utilizzato per creare una crostata davvero superlativa!

Di cosa sto parlando? Dei fichi ovviamente!!

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L’unione del nettarino fico nero con il biscotto amaretto, dà origine a questa prelibatezza che farà felici grandi e piccini e si presta bene per essere servita come merenda, come colazione o come fine pasto; insomma un dessert adatto ad ogni momento della giornata.

 

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Un guscio di frolla avvolge la composta di fichi, rigorosamente homemade, in tutta la sua dolcezza!

 

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Volete favorire?

 

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Ingredienti per una crostata

burro freddo 120 gr

zucchero a velo 100 gr

farina00 250 gr

tuorli d’uovo 2

sale 1 pizzico

fichi neri 600 gr

acqua 20 gr

zucchero 200 gr

succo di un limone

20-25 biscotti amaretti

 

Passo x Passo

  • Spellare i fichi, porli in un tegame e, insieme all’acqua, portare a bollore mescolando di tanto in tanto
  • Appena raggiunto il bollore, unire lo zucchero, il succo di un limone e una decina di amaretti precedentemente sbriciolati
  • Continuare a cuocere, sempre mescolando di tanto in tanto, fino a raggiungere i 100°C
  • Togliere dal fuoco il tegame e lasciar raffreddare
  • Preparare ora la frolla: nel mixer unire la farina, un pizzico di sale e il burro freddo di frigorifero
  • Frullare fino a ottenere un composto sabbioso e trasferire su una spianatoia
  • Aggiungere lo zucchero a velo e i tuorli d’uovo
  • Amalgamare il tutto con le mani per qualche minuto fino a che il composto non sia ben compatto
  • Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e riporlo in frigorifero per una mezz’oretta
  • Dopodichè stendere la pasta frolla con il mattarello fino ad uno spessore di un centimetro
  • Porre il disco di pasta frolla nella tortiera precedentemente imburrata, premendo leggermente con le mani in modo che aderisca allo stampo
  • Versare sopra la composta di fichi e amaretti
  • Decorare con i biscotti amaretti restanti e dei pinoli oppure con la pasta frolla se avanzata
  • Infornare in forno ventilato per circa 20-25 minuti a 160°C
  • Una volta sfornata lasciar intiepidire e…

—Attenzione—  Crea dipendenza! 🙂

 

 

 

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Un fior fiore di risotto

… E’ tempo di asparagi e la mia calendula è in continua fioritura… perché non associare questi due ingredienti per creare un risotto originale?

 

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Gli asparagi sono ortaggi davvero poco calorici (circa 25 calorie per 100 grammi) mentre hanno molta fibra, vitamina C (in un etto ce ne sono 25 mg, il che equivale a circa un terzo del fabbisogno di una persona adulta), carotenoidi (i precursori della vitamina A, che ha un’azione antiossidante e protettiva della pelle e delle mucose e stimola l’azione del fegato), vitamina B e sali minerali, tra i quali calcio, fosforo e potassio: mangiando 100 grammi di asparagi si assume circa il 75% della quantità quotidiana necessaria di acido folico, sostanza molto importante per la moltiplicazione delle cellule dell’organismo e per la sintesi di nuove proteine.

 

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La calendula è una pianta erbacea annuale i cui fiori, dalle splendide tonalità giallo aranciate, vengono usati in cucina. Nelle pietanze come risotti e zuppe, viene sfruttata la proprietà dei petali di calendula di tingere, grazie alla presenza di carotene, di un colore simile a quello dello zafferano.

 

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Allo stato selvatico la calendula cresce in tutta la zona del mediterraneo, prediligendo zone soleggiate con terreno ricco. I fiori si raccolgono tra aprile e giugno.

Ingredienti (per 2 persone)

riso Roma 250gr

asparagi 500gr

petali di calendula 1manciata

parmigiano grattugiato 100gr

brodo vegetale 500ml

burro 40gr+40gr

PASSO X PASSO

– Lavare gli asparagi ed eliminare la parte più legnosa

– Sbollentarli per qualche minuto in una pentola alta in modo che i gambi siano immersi nell’acqua e le punte rimangano fuori. Gli asparagi non devono raggiungere la cottura perchè verranno poi ancora cotti insieme al risotto

– In una pentola portare a bollore l’acqua con il dado vegetale

– In una padella sciogliere 40gr di burro e buttarvi poi il riso in modo che si tosti

– Quando tostato, cominciare ad aggiungere un po’ di acqua degli asparagi e, successivamente, utilizzare il brodo vegetale

– A metà cottura del risotto, aggiungere gli asparagi tagliati a pezzetti

– Successivamente aggiungere i petali di calendula; tenerne da parte qualcuno per la guarnizione

– A cottura ultimata, mantecare con il restante burro e parmigiano grattugiato

– Impiattare e …

Buon Appetito!!!

Valeria

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Insalata di primavera: daikon & co.

Verde, bianco e arancio si alternano in questo fascio di primavera per creare una croccante e piacevole insalata dove il daikon fa da padrone: qualche giorno fa, dal mio verduriere di fiducia ho scoperto questo nuovo elemento della natura che poi ho scoperto essere molto usato nella cucina orientale, sia crudo che cotto.

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Il daikon (dal giapponese “grossa radice”) presenta una consistenza molto croccante e un  sapore deciso e pungente che ricorda molto quello del ravanello. Sebbene in Italia è ancora poco conosciuto, questo ortaggio in realtà  è un pilastro della cucina tradizionale giapponese e asiatica in generale e, grazie alle sue elevate proprietà terapeutiche, è impiegato in tutto l’Oriente come rimedio naturale per la cura di diversi tipi di disturbi e patologie: è ricco infatti di sostanze nutritive, in particolare la vitamina C; è noto per le sue proprietà digestive e brucia grassi, è un potente antiossidante, ha proprietà antinfiammatorie, è utile per la salute delle ossa e, infine, è anche un diuretico naturale.

In questo piatto carota, zucchina, cetriolo e daikon danno origine ad una fresca insalata da assaporare in queste prime calde giornate di primavera.  Il tutto è condito semplicemente con un filo di olio extravergine di oliva e aceto balsamico e arricchito con noci e semi di lino. Questi ultimi, una delle fonti vegetali più ricche di omega3 in natura.

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Ingredienti

daikon 1/3 di ortaggio

carota 1

zucchina 1

cetriolo 1

olio evo 1 filo

glassa di aceto balsamico q.b.

noci 3 gherigli

semi di lino 1 manciatina

basilico 2 foglioline per guarnire

 

PASSO X PASSO

  • Pelare e lavare tutte le verdure per poi tagliare per lungo dei finissimi bastoncini
  • Disporli nel piatto e condire con un filo di olio evo e la glassa di aceto balsamico
  • Aggiungere i gherigli di noce e cospargere di semi di lino
  • Guarnire con le foglioline di basilico

 

L’insalata di primavera tutta homemade è pronta! Più semplice di così…

Buona degustazione!

 

Con questa ricetta partecipo al contest “Ricetta della bontá” promosso della rivista Starbene in collaborazione con Lega del Filo d’Oro.